Le donne di Camilleri in pillole

Rassegna stampa | Donne

Dieci ritratti di donne fiere e indipendenti, dieci mini film da dieci minuti, ciascuno dei quali è un corpo a sé, ma legato in un unicum o voce di un io narrante.

Prima Comunicazione | Aprile 2016

backstage_MiriamDalmazio_Emanuele_ImbucciMiriam Dalmazio e il regista Emanuele Imbucci

Parliamo di “Donne”, un progetto targato Anele, la società dell’emergente Gloria Giorgianni, che ha al suo attivo la web serie “Under” da un milione di visualizzazioni sulla piattaforma NanoPress – di cui Canal+ ha appena acquistato il diritto on demand e la distribuzione per l’Europa e l’America Latina – l’instant doc su Pizzarotti uscito su  Corriere.it all’indomani della sua elezione a sindaco di Parma, un più impegnativo documentario sulla vita di Pertini in chiave pop e un’opera prima cinematografica in preparazione.
Il formato corto e abitualmente associato alla Rete, invece lo strano ibrido di “Donne” nasce direttamente per la televisione e nientemeno che per Rai1, ed è tutt’altro che un progetto improvvisato e frettoloso.
La sua matrice è letteraria, in quanto è la fedele trasposizione di “Donne”, un’antologia di racconti di Andrea Camilleri con cui la celebre penna di “Montalbano” rende omaggo alle donne incontrate nel corso degli anni che hanno lasciato una vivida impronta nella sua memoria.
Dei trentanove ritratti del libro “ne abbiamo scelti dieci per raccontare dieci generazioni di donne dagli anni Trenta agli anni Ottanta, donne diverse ma tutte donne che prendono in mano la loro vita”, dice Gloria Giorgianni. “L’idea del femminile lontano dallo stereotipo moglie-mamma che mi ha intrigato leggendo il libro di Camilleri è il messaggio culturale che mi piacerebbe arrivasse al pubblico. La mia sfida è di farlo coniugando una materia letteraria alta con la velocità del formato breve”.
“Donne” dovrebbe andare in onda il prossimo autunno su Rail in uno slot ancora non definito: si parla della seconda serata a cavallo del telegiornale, ma si sta ragionando anche sulla più visibile fascia dell’access prime time. Nonostante il formato corto non sia mai stato sperimentato nel palinsesto dell’ammiraglia, il primo a innamorarsi del progetto è stato Giancarlo Leone, allora direttore di Rail. Camilleri e Montalbano sono un grande asset di Rai1, e questo ha senz’altro reso più attrattiva la proposta della Giorgianni, ma è vero che a Leone è sempre piaciuto fare di tanto in tanto delle incursioni culturali nella sua rete, come decidere per esempio di portare in prima serata il documentario su Camilleri prodotto dalla stessa Giorgianni (e acquistato dalla Bbc), per il novantesimo compleanno dello scrittore.
La Giorgianni, che è nipote di Elvira Sellerio, l’editrice siciliana dei “Montalbano” recentemente scomparsa e grande amica di Camilleri, e nata professionalmente dentro la Palomar facendo l’editor e la producer di molti “Montalbano” e della prima serie del “Giovane Montalbano”, fino a lasciare nel 2012, sentendosi pronta a correre da sola.
Con un cast notevole, una realizzazione accurata e la regia dell’esordiente Emanuele Imbucci. “Donne” è costata, grazie a una modalità produttiva molto leggera, poco meno di un milione.  di cui la Rai ha finanziato solo una quota maggioritaria riservandosi i diritti televisivi illimitati e lasciando ad Anele il controllo dei diritti esteri, per cui è supportata da Intramovies di Paola Corvino, e su altre piattaforme.
“Donne” si presta molto a uno sfruttamento multipiattaforma e penso principalmente all’on demand, per cui sono in trattativa con diversi soggetti, tra cui anche Infinity”, prosegue la Giorgianni. “La mia idea ora è di modulare il format allargandolo a un altro scrittore italiano a cui affidare una riflessione al femminile più contemporanea, e mi piacerebbe che fosse la Rai a prendere tutti i diritti. Quello che voglio fare è infatti un vero progetto multimediale con un grande scrittore alle spalle, per cui si ragioni dall’inizio sulle piattaforme prima e poi sulla televisione. Il digitale non toglie valore alla televisione, ma questi diritti possono dialogare tra loro. E mi pare che la nuova Rai che si prospetta con Campo Dall’Orto vada in questa direzione”.

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