“Dimmidite”, Agliardi vale la prima serata

di Andrea Fagioli | Avvenire | 28 giugno 2018

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“Dimmidite”, Agliardi vale la prima serata

Un debutto dietro l’altro in seconda serata su Rai 1. Lunedì è toccato a Non disturbare, martedì a Dimmidite. In tempo di repliche in prima serata non è poco, anzi: sembra quasi uno spreco mandare le novità a mezzanotte. Ma Non disturbare sta bene lì dov’è. Mentre Dimmidite vale il prime time. È un buon programma, originale e innovativo. L’idea parte dalla voglia di rispondere a una domanda semplice: come nasce una canzone? La risposta è però molto articolata. Prima di tutto ci sono storie che meritano di essere raccontate. Dopo di che ci sono artisti che le possono mettere in parole e musica, che si confrontano e discutono, provano e riprovano. A guidarli è il cantautore e romanziere Niccolò Agliardi, che ha scritto Dimmidite con Achille Corea e Francesca Lancini. La regia è di Stefano Vicario. Produttrice è Gloria Giorgianni. La prima storia è quella di Francesco, che a causa di una forma di sonnambulismo, poco più che ventenne, ha sognato di volare e si è buttato dalla finestra di camera procurandosi una lesione alla spina dorsale. A giudizio dei medici non avrebbe più camminato. Ma Francesco, con sacrificio e dedizione, aiutato dai genitori, ha fatto di tutto per tornare in piedi e non essere costretto alla carrozzina. Adesso si muove con due stampelle. Spera di ridurle a una. Poi si vedrà. Agliardi raccoglie direttamente le testimonianze. Dopo di che le condivide con i componenti della sua band: Gianluigi Fazio, Tommaso e Giacomo Ruggeri e Francesco Lazzari. Insieme identificano alcuni concetti chiave per costruirci sopra una canzone che poi sarà fatta ascoltare ai protagonisti delle storie. In questo processo creativo viene ogni volta coinvolto un altro cantante. Nel primo caso Fabrizio Moro. Il racconto della storia s’intreccia così con il linguaggio dell’intrattenimento (la musica) e del reality (i musicisti che di fronte alla telecamera spiegano la gestazione del brano). Anche il tono varia dal serio allo scherzoso in un mix che funziona e che viene suggellato dal momento finale, quello più emozionante: l’esecuzione del pezzo in un teatro vuoto di fronte a due sole persone (nello specifico Francesco e la mamma), che solo allora scoprono il cantante che canterà insieme ad Agliardi e alla band. Un consiglio: non perdetevi martedì la prossima puntata, potrebbe rivelarsi anche più interessante della prima.

Andrea Fagioli

Fonte: Avvenire.it

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