
Massimo Popolizio conduce il pubblico in un viaggio tra la grande Storia e ricordi personali, tra letteratura e amore per la vita, in un ritratto inedito di uno dei Maestri della poesia del Novecento: “Vita di un uomo – Giuseppe Ungaretti”, il nuovo docu-film da un’idea di Davide Rondoni, diretto da Massimo Popolizio e Mario Vitale, prodotto da Anele, Rai Documentari e Luce Cinecittà con il contributo di Rai Teche, in associazione con Kublai Film.
Il docu-film si snoda attraverso due forme di racconto: la narrazione fiction vede come protagonista Massimo Popolizio in un viaggio tra i suoi ricordi personali – dall’infanzia all’adolescenza alla giovinezza – alla ricerca delle tracce lasciate nella sua esistenza da Giuseppe Ungaretti, con l’obiettivo di trovare l’ispirazione per scrivere il suo nuovo spettacolo teatrale; in parallelo vengono narrati, attraverso il linguaggio documentaristico, le fasi cruciali di vita del grande poeta, e di come i suoi scritti ma soprattutto la sua filosofia, dettata dall’amore per l’amore, siano ancora oggi una lezione senza tempo di grande ispirazione. Si viene quindi a delineare un dialogo immaginario, un confronto tra due uomini entrambi amanti della poesia e della parola, che hanno messo la loro vita, in due epoche completamente differenti, al servizio totale dell’espressione artistica.
“Vita di un uomo – Giuseppe Ungaretti” è la storia di Massimo, artista di teatro, che si ritrova in una profonda crisi esistenziale e creativa. Il suo amico e poeta Davide Rondoni, però, gli indica la strada: “Devi ritrovare la poesia. Solo la poesia può restituirti l’ispirazione”. Ed è quando Massimo ascolta casualmente delle parole di Giuseppe Ungaretti che le cose iniziano a cambiare. Ricorda quanto quel poeta sia stato significativo nell’arco del suo percorso umano e artistico. Così, dalla sua infanzia fino all’età adulta, Massimo Popolizio andrà alla ricerca dell’essenza di quella vitalità ungarettiana, del potente messaggio d’amore che essa emana, fino a ritrovare – grazie alla guida di Davide Rondoni – non solo l’élan vital che sembrava aver smarrito, ma anche l’ispirazione per la sua nuova messa in scena teatrale.
E in questa indagine a ritroso, l’io narrante di Popolizio si addentrerà nei suoi personali ricordi e ripercorrerà quei momenti in cui ha incontrato i versi e la figura di Ungaretti nel corso della sua vita. Da quando bambino guardava con sua madre la tv, dove il poeta introduceva lo sceneggiato dell’Odissea, fino allo studio a scuola delle sue poesie più note, per concludersi con una gita scolastica nelle trincee del Friuli, in cui il Maestro ha combattuto durante la Prima Guerra Mondiale. Filo conduttore in questo viaggio nel passato e nella Storia, la musa Ispiratrice di Massimo Popolizio – con il volto di Gaja Masciale – che interpreta nelle varie fasi della vita di Popolizio, la madre, la giovane maestra, il primo amore e l’attrice che fa il provino per il suo nuovo spettacolo. Un’unica figura, a rappresentare il femminile e l’amore per l’amore, due ispirazioni che hanno mosso per tutta la vita Giuseppe Ungaretti e lo stesso Massimo.
Al viaggio nei ricordi della giovinezza di Massimo Popolizio, si alternerà anche l’esplorazione della biografia di Ungaretti, la cui esistenza è stata sempre pervasa da un sentimento d’amore e di vitalità, che porteranno Massimo a ritrovare l’essenza della poesia. La scoperta dell’epistolario sentimentale che legava il poeta alla giovane Bruna Bianco sarà per Massimo l’ennesimo stimolo a una riflessione più profonda sull’amore, sulla vitalità, sull’arte. Forte dell’ispirazione data dalla lezione di Ungaretti, Massimo ha finalmente ritrovato sé stesso e può mettere in scena il suo spettacolo, che vede sul palco del Teatro di Jesi Umberto Orsini leggere una delle lettere del poeta.
La ricostruzione documentaristica, che intervalla il suggestivo viaggio nella vita personale di Massimo, si avvale di immagini e video di repertorio e interviste a testimoni illustri tra cui Bruna Bianco, Enrica Bonaccorti, Nicola Bultrini, Davide Rondoni, Sarah Stride e Iva Zanicchi, che regaleranno agli spettatori uno sguardo inedito sul poeta ermetico, attraverso aneddoti, frammenti di vita, ricordi e approfondimenti di chi ha avuto l’immensa fortuna di condividere momenti indimenticabili con Giuseppe Ungaretti.
La vita del Maestro verrà ripercorsa dagli anni dell’infanzia ad Alessandria d’Egitto, dalla giovinezza a Parigi, in cui ribolle il fermento artistico e culturale dell’epoca, all’esperienza sul fronte della Prima Guerra Mondiale in trincea, che tanto lo segnò, fino alla vita pubblica del secondo dopoguerra e a quella privata con i suoi amori quali Jeanne Dupoix e Bruna Bianco.
Il docu-film è realizzato il contributo di Ministero della Cultura Direzione generale Cinema e Audiovisivo, di Regione Marche – PR FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, e di Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG e con il sostegno della Camera di Commercio della Venezia Giulia Trieste Gorizia – Fondo Gorizia.
NOTE DI REGIA
“Vita di un uomo – Giuseppe Ungaretti” nasce dall’esigenza di raccontare una delle figure centrali della cultura italiana del ‘900, non solo per il valore immenso della sua poesia, ma soprattutto per la sua forza umana e la spinta vitale che attraversa tutta la sua esistenza. Il titolo è preso in prestito proprio da lui, dalla raccolta che racchiude tutti i suoi versi, perché più che una semplice biografia, l’intento era quello di ricostruire un ritratto emotivo, un viaggio attraverso le poesie, le lettere, i luoghi, le persone amate e quelle perdute, cercando di restituire non tanto la cronologia dei fatti, ma la vibrazione profonda di un uomo che ha attraversato il Novecento con la parola come sua unica bussola.
L’urgenza che muove questo racconto però è duplice: da una parte l’idea di continuare a far risuonare nel tempo e nello spazio la voce di un poeta che ha saputo trasformare l’amore, il dolore, le tragedie universali e personali in parole nude, essenziali e folgoranti; dall’altra la necessità di creare una riflessione sul valore e sulle modalità di percezione della poesia, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo vivendo e per un pubblico che sembra sempre meno interessato e abituato alla sua fruizione.
Abbiamo cercato quindi di allontanarci il più possibile da cliché agiografici per provare invece un approccio narrativo originale e innovativo che aprisse a una fruibilità allargata, che rendesse la figura dell’intellettuale, insieme alla sua poesia, godibile e accattivante, auspicando a una riscoperta della poesia anche da parte del grande pubblico.
Per fare ciò abbiamo deciso di utilizzare un linguaggio audiovisivo che si allontana dalle convenzioni più rigide, dalle regole del cinema documentario o di fiction per esplorare invece un territorio in cui la narrazione non lineare e l’interazione tra linguaggi audiovisivi diversi: fiction, filmati di repertorio e interviste, la mescolanza tra realtà e immaginazione sono al centro dell’esperienza. La memoria personale si fonde con la ricerca storica, creando un intreccio complesso e ricco di sfumature in cui la storia di Massimo, un regista in crisi creativa che riscopre se stesso attraverso la riscoperta della figura di Ungaretti, diventa un percorso di esplorazione personale intrecciato con la biografia di uno dei più grandi poeti del ‘900 e con un pezzo di Storia del nostro Paese. Inoltre, la presenza costante di un enigmatico personaggio femminile, che sembra incarnare tutte le passioni e i fallimenti di Massimo, aggiunge al racconto un tocco onirico e indecifrabile e richiama l’atmosfera sospesa tipica della poesia ungarettiana, cercando di svelarne il segreto.
Massimo Popolizio, Mario Vitale
Una coproduzione Anele – Rai Documentari – Luce Cinecittà
Con il contributo di Rai Teche
In associazione con Kublai Film
Con il contributo di Ministero della Cultura Direzione generale Cinema e Audiovisivo
Con il contributo di Regione Marche – PR FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission
e di Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG
e con il sostegno della Camera di Commercio della Venezia Giulia Trieste Gorizia – Fondo Gorizia.
Da un’idea di Davide Rondoni, prodotto da Gloria Giorgianni, regia di Massimo Popolizio e Mario Vitale.
